Parliamoci
chiaro: la parola UOMINI non fa quasi mai rima con l’aggettivo MATURI, e questo
non lo dice solo Ilenia. Ilenia poi, non è necessariamente una donna ferita o
delusa dal genere maschile, anzi! È una che le sue “marachelle” le ha fatte,
però come sono fatti davvero gli uomini, lo sa bene. Sia chiaro a tutti quindi,
che lo scopo di questo blog non è ferire gli uomini o dispensare giudizi
negativi su di loro. Io scrivo di relazioni uomo-donna e non sono mai stata una
femminista. Ho scritto post negativi e positivi sulle donne, e lo faccio quindi
regolarmente anche sugli uomini.
Stabilito
ciò, lasciate che inizi dicendo che questi trentenni senza arte né parte che si
aggirano per la città, ci hanno davvero stufate. Considerando che l’età
cerebrale di una donna è sempre di dieci anni maggiore rispetto a quella
dell’omoide medio, si ha una semplice equazione: donne di 30 anni = età
cerebrale 40. Viceversa, uomini di 30 anni = età cerebrale 20.
È una
dura realtà, ma è proprio così: scientificamente provato che le donne sono meno
“bambinone” e imparano a stare al mondo già da quando hanno quattordici o
quindici anni (il dramma però, è che imparano a conoscere gli uomini quando ne
hanno ormai 30, altrimenti si eviterebbero tanti dispiaceri).
Un
uomo non può mai definirsi totalmente maturo, suvvia: per definizione, appena
lo conosci ti guarda negli occhi per tre secondi, e per venticinque o trenta,
sposta l’attenzione sulle tette… se poi ti volti di spalle, la lastra al sedere
è assicurata (e ogni tipo di sedere piace agli uomini. La cellulite e i difetti
non contano: siamo solo noi quelle che si sbattono perché quando si guardano
allo specchio, vedono sempre un culo che somiglia ad un budino. Per loro, un
culo è sempre un culo: se non è gelatinoso, tanto meglio, ma se lo è, va
benissimo uguale, non si butta via niente).
Dei
30enni dunque, ho appena detto che la loro età cerebrale è uguale a venti
(secondo l’equazione inversamente proporzionale di cui parlavo sopra). I 40enni
sono un discorso a parte: se un 40enne è ancora single alla sua età, è perché
“A Houston abbiamo un problema”. Passa il tempo a bighellonare credendo che
l’età non conti, che i difetti non si notino invecchiando, e che mentre tutti i
suoi amici si accasano, si sposano, e riproducono figli, lui E’ ANCORA IL GRAN
BEL FIGACCIONE DI UNA VOLTA. Niente di più sbagliato! Nella maggior parte dei
casi, il 40enne ancora single è uno sfigato di primissima categoria, gettato
nel dimenticatoio da ogni donna che possa ritenersi normale. È un Peter Pan inaffidabile
e mai cresciuto, dorme fino a tardi quando non lavora, e soffre di solitudine
(e molto spesso anche di disfunzioni erettili). Sente che a quell’età la vita
avrebbe dovuto prendere una piega diversa, e che giocare a fare il “trombeur de
femmes” per la città, non lo soddisfa più.
Che
dire invece degli ultra 40enni? Uhm, di solito non sono un territorio verso il
quale non mi spingo, per ovvie ragioni di età, ma ultimamente, visti i continui
disinganni legati ad omoidi di ogni età, sto iniziando ad “esplorare il
territorio”. Inoltre, una delle mie migliore amiche (32 anni), sta vivendo in
queste ore una storia con un 50enne che non dimostra affatto l’età che ha,
quindi, posso dire di avere abbastanza materiale a disposizione.
Gli
ultra 40enni sono un fatto a parte: non parlo di quelli che sembrano aver
partorito loro stessi tre figli ed essersi rovinati definitivamente il fisico,
no! Parlo di quelli che al fisico e all’aspetto ancora ci tengono, e che
magari, nonostante gli anni che passano, si mantengono in forma con sport e
discipline sportive di ogni tipo. Uomini che si aggirano per la città con
fisici asciutti e occhiali Ray-Ban alla Top Gun, e che a vederli così, di primo
achitto, un giretto con loro te lo faresti volentieri. Certo, un fattore
preponderante è il fatto che si sentano giovani anche dentro e che frequentino
conoscenze di ogni età, accompagnandosi però spesso a persone abbastanza
piacenti e giovanili.
Ma il
vero x-factor dell’ultra 40enne secondo me, oltre al fatto di essere degli
ometti veramente ben tenuti e di possedere menti aperte, è la galanteria. La
galanteria, un 30enne non sa nemmeno dove sia di casa, mentre un 40enne Peter
Pan, la considera una parola qualsiasi di un vocabolario che non ha aperto mai.
Gli
ultra 40enni invece, sono uomini di altre epoche. A vederli così da lontano,
dal portamento ricordano molto il Darcy di “orgoglio e pregiudizio”: silenziosi
e chiusi nel loro privato, non amano urlare le loro conquiste ai quattro venti.
Preferiscono essere osservati mentre entrano in un locale accompagnati da una
giovincella molto più giovane di loro, ma non dire niente in giro, come se il
fatto di per sé fosse considerato del tutto normale, perché i primi a non
sentirsi con un piede nella fossa, in realtà sono proprio loro. Quindi, che
male c’è a frequentare una ragazza di molto più giovane? È tutta pubblicità
positiva! Ma in quanto tale, non va sbandierata ai quattro venti, ma chiusa in
una riservatezza speciale.
Uscire
con un ultra 40enne, per una ragazza già matura che ha superato i 30, può
essere un’esperienza indimenticabile: con loro non si deve mai temere che
possano chiederti di dividere il conto della cena (cosa che avviene in maniera
pressochè normale con un 30enne precario, o con un 40enne Peter Pan), e hanno
sempre idee molto valide su dove portarti o cosa fare. Un po’ per l’esperienza,
un po’ perché hanno voglia di sentirsi ancora dei giovincelli, girano la città
in city car di ultima generazione, che guidano però con poca sicurezza, perché
i riflessi iniziano a non essere più quelli di una volta!!! (!!!).
Per
forza di cose, l’ultra 40enne è estremamente protettivo. Se hai la macchina in
panne, o non sai come tornare a casa, puoi chiamarlo a qualsiasi ora del giorno
e della notte e lui risponderà. Non come questa massa di cafoncelli
giovincelli, che ogni volta che devono venire a prenderti, ti fanno pesare il
gesto di aver dovuto guidare fino a casa tua e di averti dovuta riaccompagnare.
Infine,
un post a parte dovrei scriverlo riguardo all’argomento sesso con gli ultra 40enni,
ma al momento sono sprovvista di informazioni a riguardo. Tuttavia, “test
clinici” e altre chiacchiere tra donne (assolutamente veritiere!), li
dipingerebbero come dei tipi che davvero ci sanno fare.
Facciamo
che mi prendo un po’ di tempo, e appena ne so qualcosa ci scrivo una
continuazione di questo post?
Ps.
Spero che tutti i miei amici piacioni ultra 40enni abbiano apprezzato questo
post e si siano anche fatti qualche risata leggendolo. In tutta onestà, vi devo
confessare che lo scoglio più difficile da superare per tutte le mie amiche
giovani che hanno avuto esperienze con qualcuno di loro, è QUELLO DI VEDERCISI
ACCANTO SENZA AVER PAURA DI ESSERE SCAMBIATE PER LE FIGLIE. È anche vero però
che il complesso di Edipo di Freud ci insegna che ognuna di noi potrebbe essere
innamorata del proprio padre per tutta la vita. Il problema vero è: CHE FACCIA
FAREBBE MIO PADRE SE IO GLI PORTASSI IN CASA UNO CHE HA QUALCHE ANNO MENO DI LUI?!
A lunedì prossimo!